Principi base
LAMBDA (acronimo di Linear Access to Mathematic for Braille Device and Audio- synthesis) è un progetto di ricerca europeo che ha realizzato un efficace sistema per consentire l'accesso ai documenti matematici da parte delle persone non vedenti, in particolare in ambiente scolastico e universitario.
Il problema
La matematica è considerata spesso una disciplina particolarmente ostica per i ciechi. Le cause sono molte, legate in generale ai limiti dalla mediazione aptica (ossia del tatto) e, spesso, a ridotte esperienze psicomotorie.
Per i bambini più piccoli il problema della notazione matematica, oggetto diretto del progetto LAMBDA, è probabilmente secondario rispetto alla difficoltà di sviluppare adeguati processi cognitivi senza il supporto dell'esperienza visiva; per gli studenti più grandi però, man mano che essi riescono a sviluppare delle strategie di elaborazione che conducono, per altre strade, all'astrazione e alla conseguente concettualizzazione matematica, i limiti della notazione tradizionale braille si fanno sempre più sentite e cresce il bisogno di strumenti più efficienti.
Sono soprattutto gli studenti informatizzati, ossia coloro che hanno acquisito una buona competenza nell'uso del computer con le periferiche braille e vocali, quelli che più di tutti tendono a estendere anche in questo campo i vantaggi, ben sperimentati, dei nuovi strumenti di accesso:
- maggiore funzionalità e velocità rispetto agli strumenti braille tradizionali;
- accesso a tutti i documenti in formato elettronico, non solo ai pochi prodotti anche in braille;
- testi direttamente accessibili anche a chi non conosce il braille.
Per altre discipline (storia, lingue, letteratura, filosofia...) si tratta di traguardi raggiunti e ben consolidati che ai quali il nostro studente informatizzato non è certo disposto a rinunciare. Vantaggi enormi in termini di efficienza funzionale ("Anche se in modo diverso, posso fare quello che fanno i miei compagni"), di autonomia ("Posso fare molte cose da solo, non dipendo in tutto dagli altri"), di accesso agli strumenti didattici e culturali ("Con pochi adattamenti, spesso con nessun adattamento, posso consultare da solo tutti i testo che usano i miei compagni") e, infine, di comunicazione con gli insegnanti e i compagni ("Tutti possono leggere, subito e senza fatica, quello che io scrivo; l'insegnante può seguire anche il mio lavoro ed essere davvero il mio insegnante").
Questo purtroppo non vale ancora per la matematica. In questo ambito, infatti, i vantaggi del computer sono ancora molto incerti.
C'è innanzitutto il problema del codice matematico. Le periferiche per ciechi, braille e vocali, possono leggere solo testi lineari (successione di caratteri conosciuti) ma il documento matematico non è né testuale né lineare. Usa infatti un set di simboli assai più ampio rispetto all'uso comune e attribuisce significato anche alla loro posizione e dimensione relativa (sopra, sotto, apice, pedice...).
I codici matematici
Non è certo impossibile definire un sistema testuale e lineare di scrittura matematica.
Il Latex è un sistema efficiente e completo di scrittura lineare, molto usato in ambiente scientifico e universitario, in cui i simboli le strutture matematiche si indicano con delle brevi sigle testuali.
Attualmente acquista sempre più importanza il MathML: le due lettere finali della sigla (ML che stanno per Markup Language, linguaggio basato su marcatori) denotano chiari legami con XML e HTML e quindi con Internet. MathML è infatti un codice basato su XML e approvato dal W3C, il consorzio mondiale che definisce le regole del web e di internet.
Sia Latex che MathML si basano su un codice sorgente testuale, assai complesso e prolisso (soprattutto per il MathML), che può essere trasformato in un testo matematico di tipo grafico da un programma di visualizzazione. Esso però non è accessibile ai ciechi che possono consultare e manipolare solo il codice sorgente.
L'uso del Latex e, soprattutto, del MathML da parte degli utenti non vedenti, anche se tecnicamente possibile, è quindi assai complesso e problematico soprattutto in contesto didattico. L'accessibilità agli Screen Reader è infatti una condizione necessaria ma non sufficiente per avere un ambiente efficiente e veramente utilizzabile.
Ma non solo. A scuola il testo matematico non va solo letto o scritto: le espressioni matematiche vanno elaborate, analizzate, trasformate, manipolate, dimostrate, risolte... ed è in queste attività che anche il codice sorgente Latex si rivela assolutamente inadatto.
In generale, scrivere e, soprattutto, manipolare un testo matematico usando solo la tastiera del computer è complesso per tutti, certamente molto più complesso che eseguire le stesse operazioni con carta e penna. Pensiamo, ad esempio, a quanti calcoli o semplificazioni si possono eseguire rapidamente su carta con pochi tratti di penna mentre al computer richiedono una serie di complessi passaggi, soprattutto se si vuole mantenere traccia del lavoro intermedio (e non cancellare o sostituire definitivamente) per rendere possibile in caso di errori la revisione del lavoro svolto.
